Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla è un film del 2014 diretto da Andrea Porporati e ispirato al libro Era Santo, era Uomo di Lino Zani. Racconta un episodio poco conosciuto ma profondamente significativo della vita di Giovanni Paolo II: il suo incontro con il giovane alpinista Zani sulle vette dell’Adamello, che diede origine a un’amicizia sincera e intensa.
Attraverso la narrazione, il film offre uno sguardo più intimo sulla figura del Papa, svelandone la passione per la montagna, il desiderio di silenzio e meditazione, e il suo bisogno di contatto con la natura come spazio di riflessione e spiritualità.
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La trama: un rifugio tra preghiera e avventura
Nel 1981, dopo essere sopravvissuto all’attentato in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II decide di trascorrere alcuni giorni in un rifugio alpino sulle vette dell’Adamello. Il soggiorno, organizzato in totale riservatezza, lo porta a contatto con la famiglia Zani, che gestisce il rifugio.
Qui conosce Lino Zani, giovane maestro di sci e alpinista, che diventerà la sua guida in quei giorni di ritiro e introspezione. Tra i due nasce un legame profondo, alimentato dalla passione condivisa per la montagna e dal bisogno di scoprire ciò che si cela oltre la vetta. Wojtyla non è un escursionista qualunque: per lui, scalare le montagne è un’esperienza spirituale, un modo per avvicinarsi a Dio attraverso la contemplazione della natura.
Ad arricchire questo incontro straordinario è la presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, grande amico del Papa, che contribuisce a trasformare il rifugio in un luogo di discussioni profonde e incontri tra mondi diversi: la Chiesa, la politica e la vita semplice della montagna.
Un’amicizia nata tra le vette
Il film si ispira a eventi reali e ai ricordi di Lino Zani, il quale ha raccontato nel suo libro non solo la straordinaria esperienza vissuta al fianco del Papa, ma anche il viaggio interiore che ne scaturì. L’amicizia con Giovanni Paolo II non fu solo un episodio isolato, ma segnò per sempre la vita del giovane alpinista, offrendogli una nuova prospettiva sul significato della fede e del rapporto con la natura.
Il messaggio che emerge dalla pellicola è profondo: la montagna diventa metafora della vita, un percorso fatto di fatica, determinazione e desiderio di andare oltre i propri limiti. Wojtyla e Zani condividono questa stessa visione, scoprendo nel cammino tra i ghiacciai un’intesa autentica, fatta di parole, silenzi e sguardi rivolti all’infinito.
Le location: il fascino selvaggio dell’Adamello
Le riprese del film hanno valorizzato alcune delle location più spettacolari delle Alpi, in particolare nel gruppo montuoso dell’Adamello, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Uno dei luoghi simbolo della pellicola è il rifugio “Ai Caduti dell’Adamello”, situato a oltre 3.000 metri di quota. Questa struttura, circondata da ghiacciai perenni e creste rocciose, offre un panorama straordinario sulle vette circostanti ed è uno dei rifugi più iconici delle Alpi italiane.
Il film mostra anche il Corno Bianco e la Cresta Croce, due punti di grande interesse storico e paesaggistico. Cresta Croce ospita la famosa croce in granito, eretta in memoria della visita di Giovanni Paolo II, e il cannone da 149/G, un pezzo d’artiglieria risalente alla Prima Guerra Mondiale, oggi monumento nazionale. Questi luoghi furono teatro della “Guerra Bianca”, il conflitto combattuto tra Italia e Austria a oltre 3.000 metri di altitudine, tra ghiacciai e nevi perenni.
Le ambientazioni del film non sono solo uno sfondo scenografico, ma diventano parte integrante della narrazione, esaltando il legame tra l’uomo e la montagna. I paesaggi innevati, i silenzi interrotti solo dal vento e il senso di vastità che si prova osservando l’orizzonte rafforzano il messaggio spirituale del film: la montagna è un luogo di introspezione, di sfida e di crescita interiore.
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La montagna, una passione di Wojtyla
L’amore di Giovanni Paolo II per la montagna era noto a tutti. Prima di diventare Papa, era solito trascorrere il tempo libero tra le vette delle Alpi e degli Appennini, sciando e facendo escursioni. Anche dopo l’elezione, cercò sempre di mantenere questo contatto con la natura, organizzando uscite segrete lontano dai riflettori.
Per Wojtyla, la montagna era un luogo speciale: un rifugio di pace e contemplazione, dove poter riflettere senza distrazioni. Credeva che la fatica della salita e la bellezza del panorama fossero simboli della vita stessa: un percorso difficile, ma capace di regalare momenti di straordinaria meraviglia e spiritualità.
Questa filosofia viene perfettamente trasmessa nel film, che non racconta solo un’amicizia, ma anche il significato più profondo dell’esperienza alpina. La montagna non è solo una meta, ma un viaggio verso la scoperta di se stessi e del divino.
Un ritratto intimo di un Papa straordinario
Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla non è solo un film biografico, ma un’opera che permette di riscoprire Giovanni Paolo II sotto una luce diversa. Attraverso il racconto della sua amicizia con Lino Zani, il film ci mostra un uomo capace di instaurare legami profondi, al di là dei ruoli e delle differenze sociali.
Con immagini spettacolari e una narrazione coinvolgente, la pellicola ci restituisce il ritratto di un Papa che non smette mai di cercare: la fede, la bellezza, il significato più alto della vita. Un uomo che, come ogni alpinista, sa che il vero traguardo non è solo raggiungere la vetta, ma guardare oltre.
Il cast del film
Diretto da Andrea porporati, il film tv “Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla” vede nel cast:
- Aleksei Guskov (papa Giovanni Paolo II)
- Giorgio Pasotti (Lino Zani)
- Claudia Pandolfi (Angela Tonati)
- Ugo Dighero (Don Stanislao)
- Giuseppe Cederna (Sandro Pertini)
- Fabio Fulco (Franco)
- Katia Ricciarelli (Carla)